Spesso dicono che, le vicissitudini della vita allontanano, chi fa da se fa per tre, gli amici non sono per sempre.

Ricordo ancora quel giorno, era pieno inverno.
Dentro il caldo di un camino acceso, fuori un freddo gelido che penetra le ossa.
Qualcuno direbbe un giorno come tanti altri.
Io ero fuori.
Giacca pesante e guanti spessi.
Salutai amici e parenti e mi diressi verso l’aeroporto.
Gate numero 4, era il mio turno, diedi i documenti e mi imbarcai.
Ricordo vividamente quell’aereo che mi avrebbe portato lontano.
Lontano da tutto e da tutti.

Cosa lasciavo?
In quel momento non aveva importanza.
L’ entusiasmo di arrivare in una terra lontana, a me sconosciuta e tutta da scoprire, era ciò che più mi interessava.

Il resto?
Il resto semplicemente non esisteva.

Ben presto, il calore della novità dovette fare i conti con l’aridità glaciale della solitudine di esser approdato in un posto dove, seppur paradisiaco, non conoscevo nessuno.

Mi accorsi quindi che il fuoco delle emozioni che stavo provando veniva lentamente soffocato dalla solitudine, ovvero dall’impossibilità di poter condividere quei momenti con degli amici.

In quell’istante, appresi l’importanza dell’amicizia.

Il valore dell’amicizia, quella sincera, è da sempre sotto i nostri occhi.
Tutti la conoscono ma forse in pochi ne comprendono il suo vero valore.
La vita ci porta ad attribuire priorità a cose che ci impegnano e che consumano gran parte del nostro tempo.
Di riflesso, questo meccanismo ci porta a trascurare ciò che con sforzo e dedizione abbiamo coltivato per anni, ovvero le nostre care amicizie.

In quel nuovo posto, il vuoto dettato dalla solitudine iniziò ad affievolirsi solo quando incontrai le prime persone.

La passione per il calcio mi portò a partecipare a partitelle di calcetto.
Ricordo ancora la prima volta, in mezzo al campo con 9 persone sconosciute.
Iniziammo a giocare, i primi scambi, i primi goal fatti, i primi goal subiti, i primi errori e cosa più importante, i primi sorrisi che diventarono poi risate di gioia e felicità.

La voglia di socializzare mi portò anche a partecipare a sessioni di basket, sport a me non molto famigliare ma ti assicuro che fu uno spasso giocarvi.

In tutte queste occasioni, la cosa che più mi colpì fu, come la diffidenza iniziale di 10 persone che non si conoscevano, si trasformò in un rapporto amichevole grazie alla condivisione di quei momenti di gioco.

Le partite divennero ricorrenti aggregando sempre più persone nuove.
Da quel momento colmai il mio vuoto di solitudine e capii che lo sport crea la vera amicizia.

Così nacque l’idea Search&Play, l’applicazione che, utilizzando lo sport come sigillo, mette in relazione persone all’interno della community e dà loro la possibilità di forgiare amicizie, abbandonando il buio della solitudine ed accogliendo la luce della socialità.

Dicono che dopo aver trascorso una vita in solitudine lasciamo questa terra esattamente come abbiamo vissuto, soli.
Dicono anche che, le vicissitudini della vita allontanano, chi fa da se fa per tre, gli amici non sono per sempre ma, Daniele, Luca ed io non ci crediamo, Search&Play ne è la prova.

Gabriele Somenzi