Il mondo dell’integrazione ha visto un’espansione molto forte negli ultimi 10 anni proponendo una vasta gamma di prodotti per qualsiasi tipo di esigenza. Questo è dovuto principalmente al fatto che alimentazione e benessere sono diventati quotidianità e la ricerca scientifica ha testato e sviluppato molte molecole.

Da questo partiamo per introdurre l’argomento del quarto approfondimento ovvero: integrazione sì/no?

Partirei dallo specificare qual è il significato della parola integrazione: in senso generico si riferisce a rendere intero/pieno ciò che è incompleto/insufficiente a un determinato scopo, aggiungendo quanto necessario o supplendo con mezzi opportuni.

Si evince dalla definizione sopra riportata come integrare dal punto di vista alimentare non significa altro che andare a raggiugere il target di macro/micronutrienti attraverso un prodotto esterno dove per cause fisio-patologiche e/o di abitudini non risulta presente nel quantitativo minimo

Tipicamente riguardo a questo argomento si creano due fazioni: i sostenitori accaniti e i detrattori. Per i primi risulta essere una componente essenziale per mantenere un buono stato di salute e raggiungere il proprio obiettivo, per i secondi al contrario va proprio a minare la salute stessa essendo prodotti di origine industriale e non “naturale”.

Ad aggiungere ulteriore variabilità anche tra noi professionisti del settore c’è chi ne fa molto utilizzo e chi tende ad evitare.

Chi ha ragione? E, soprattutto, perché?

La risposta più appropriata è nessuno dei due poiché ci sono elementi di verità da entrambe le parti ed è proprio per questo che ho deciso di trattare questo argomento. L’obiettivo è quello di dare una chiarezza maggiore e valutare con giudizio in modo totalmente imparziale

La verità è che molte volte siamo guidati all’acquisto secondo quello che è l’interesse del mercato stesso. Per fare un esempio pratico con la crescita esponenziale del fitness e della sala pesi la presenza delle proteine in polvere veniva ritenuta essenziale. Oggi l’attenzione si è spostata maggiormente verso l’integrazione salutistica focalizzata sulla prevenzione.

Il nostro corpo è un sistema biologico che tende perfettamente all’equilibrio e necessita dei corretti elementi per garantire le funzioni fisiologiche. Apportarne un quantitativo maggiore non amplifica la sua capacità di sfruttarlo ma, al contrario, sovraccarica l’organismo che si deve adoperare per smaltire l’eccesso.

Un esempio calzante è la rincorsa all’integrazione di vitamina C per rinforzare il sistema immunitario durante le prime ondate di COVID-19. Questa vitamina in un’alimentazione varia e con buona presenza di prodotti vegetali non necessita di alcuna integrazione.

Riassumendo quanto scritto precedentemente non esiste un prodotto necessario a tutti e per migliorare la qualità della nostra vita dobbiamo consolidare delle ottime basi

Voglio riportare di seguito i punti chiave che devono servire da “guida” per una decisione corretta:

 Valutare sempre l’acquisto previo confronto con professionista accreditato
 Effettuare delle analisi ematochimiche/specialistiche per avere un quadro completo
 Curare attentamente l’alimentazione e lo stile di vita
 Preferire prodotti ben recensiti e studiati
 Seleziona attentamente le fonti di informazione

 Evitare l’acquisto di prodotti miracolosi
 Non affidarsi a guru o rappresentati non accreditati
 Non iniziare trattamenti prima di aver fatto accertamenti di base
 Assumere integratori per tamponare uno stile di vita sregolato

Dott. Elia Maglio per S&P